| Attore
e regista italiano è sposato con l'attrice Nicoletta
Braschi.
Della sua infanzia si sa poco o nulla. L'attore stesso non ne
parla e ironizza definendosi magro, piuttosto bruttino e senza
denti, e anche un po' peloso.
La sua carriera artistica sembra l'inizio di un film. Lascia
Vergaio, il paesino dalle parti di Prato dove vive, nel 1973.
E con una chitarra e tre amici si avvia verso Roma: il quartetto
debutta di lì a poco al Teatro de' Satiri.
Benigni, con il suo modo divertito e divertente e l'inconfondibile
accento toscano, coinvolge lo spettatore. Godendo di un consenso
praticamente incondizionato da parte del pubblico. Ma dietro
l'ilarità che i suoi film e gli spettacoli producono,
non c'è solo mestiere e improvvisazione, ma cultura:
a cominciare dai saggi sul riso di Henri Bergson. E affermazioni,
dette dall'attore quasi per caso, come l'umorismo è la
contraddizione della comicità: lo dice Schopenhauer.
Ma Benigni se la ride: non vuole teorizzare i propri lavori,
ma viverne la vivacità. E ribadisce che il divertimento,
la comicità, sono cose che l'hanno sempre attratto, fin
da bambino.
Esordisce sul grande schermo nel film Berlinguer ti voglio
bene, 1977, nella parte di Mario Cioni e al cinema alterna da
sempre spettacoli teatrali e sortite televisive. Dagli inizi
di Televacca a L'altra domenica, dal Festival di Sanremo ai
suoi celebri duetti con Pippo Baudo e Raffaella Carrà.
Dal 1988 il suo successo diventa internazionale con Il Piccolo
Diavolo, dove recita accanto ad un grande attore come Walter
Matthau.
Dopo la buona prova di Johnny Stecchino, 1991, Blake Edwards
lo chiama per interpretare Il Figlio della Pantera Rosa, maldestro
erede dell'indimenticabile Ispettore Clouseau. Dopo Il Mostro,
nel 1994, Benigni cambia registro. E nel 1998 con un'ilarità
amara, diversa dl solito, diventa il protagonista di La vita
è bella: vincendo il Gran Premio della Giuria a Cannes.
Come rendere sopportabile ad un bambino innocente la tragedia
dell'olocausto, vissuta all'interno di un campo di prigionia.
Il film non può concorrere all' assegnazione dei Golden
Globe, poiché uscito nel 1997 e, per una questione di
regolamento, non può partecipare all'assegnazione dei
prestigiosi riconoscimenti cinematografici attribuiti dall'Associazione
stampa estera. Roberto Benigni, il 24 gennaio, si accontenta
di presentare la serata dei Golde Globes a Los Angeles, a fianco
di Jamie Lee Curtis, Anthony Edwards e Peter Fonda.
Ma l'attore toscano, nel tripudio generale, viene candidato
a sette premi Oscar: Miglior Attore Protagonista, Migliore Regia,
Miglior Film, Miglior Film Straniero, Migliore Sceneggiatura
Originale, Migliore Colonna Sonora e Miglior Montaggio. Nella
grande notte delle stelle del 21 marzo '99, conquista tre prestigiose
statuette, vincendo l'Oscar come Miglior Film Straniero, Miglior
Attore Protagonista e Miglior Colonna Sonora a Nicola Piovani.
Sito ufficiale di Roberto Benigni : NON TROVATO
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